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Lettera di una nostra insegnante a proposito della DAD

Non siamo politicizzati, né polemici, ma oggi aiutateci a condividere il pensiero di una nostra insegnante.
Dal nostro osservatorio, raccogliamo la fatica e i tentativi coraggiosi degli attori della Scuola di provare ad adattarsi, e di continuare a insegnare...nonostante le quarantene, gli isolamenti, gli ingressi scaglionati, le classi frammentate.
Stiamo osservando una marginalizzazione del ruolo che la Scuola aveva fino a pochi mesi fa nella vita delle famiglie: termometro dello stato dei lavori in corso per la crescita dei suoi studenti, primo luogo di raccolta e restituzione del mondo interno di quello, o dell'altro, adolescente.

 "Mi chiedo che cosa avrebbero detto i grandi statisti illuminati del passato di fronte alla decisione presa oggi dalla Regione Lombardia sull’obbligo della Didattica a Distanza per le Superiori.
Forse avrebbero pensato che siamo alla fine, che abbiamo rinunciato a tutto. Che non crediamo nel futuro.
E non mi si venga a dire che la DAD è equivalente alla Scuola in presenza. Certo è un’alternativa valida in lockdown, al posto del nulla ci proviamo, e magari siamo un supporto per tanti. Certo ha permesso a me, e a molti di rompere il ghiaccio con gli strumenti informatici, di crescere professionalmente, di aggiornarmi, di scoprire nuovi spazi didattici e alternative alla vecchia e cara lezione corporea, sì, quella degli occhi negli occhi, dei gesti, degli odori, del linguaggio non verbale; persone di fronte a persone, corpi e menti insieme e cuori.
Chissà che cosa penserebbe Federico II che scoprì a sue spese che senza il contatto umano i bambini rinchiusi non apprendevano nessuna lingua (come narra Salimbene di Adam), per citarne solo uno.
Lui sì che è passato alla storia come Stupor mundi.
Il problema non è la Scuola, il problema sono i Trasporti.
E poi aggiungo. Il Problema è il valore che si dà alle cose.
Nessuno nega che ci sia un’emergenza ma si è scelto per ora la morte della socializzazione e dell’apprendimento. Non ci si è chiesto che cosa faranno questi ragazzi . Non ci si è chiesto quanti imparano davvero da casa. Non ci si è chiesto se questo è un peso che la Società può sopportare.
Perché esistono i ricoveri, la morte, la recessione economica e poi esiste l’invasione degli zombie, quelli trasformati da chi dovrebbe pensare al Futuro in eterni adolescenti, creature della notte della Ragione.
Bisognerebbe studiare la Storia per capire che arriva il momento drammatico delle folle inferocite, della cieca massa senza regole e cultura che in pubblici e sommari processi non vede più nulla. E che le vittime sono sempre quelle che hanno permesso alla gente di divenire massa cieca, demotivata e priva di fari. Mi soffermo sempre tanto sull’Illuminismo perché amo pensare che la luce della ragione possa essere davvero una sirena ammaliatrice per i miei studenti. Insegnerò il pensiero critico anche in DAD, se anche le Secondarie di primo grado dovessero finirci. E lo faranno i colleghi delle Superiori.
Insegnerò quel pensiero critico che fa dire agli studenti le verità.
Vi siete arresi e avete immolato i vostri figli e nipoti, quando non erano loro il problema. Fate come Minosse. Consegnate giovinetti e giovinette al Minotauro. State togliendo il futuro a una generazione per incapacità di pensare strategicamente. Vi siete arenati. La scuola era un sistema gratuito di tracciamento. Quello che non siete riusciti a fare voi lo facevamo noi.
E davamo il sorriso ai ragazzi che per la prima volta hanno cominciato a considerare la scuola, loro cresciuti come consumatori per dirla con Pennac, un dono, un’opportunità, una ricchezza, la strada verso il Futuro.
Ai politici. Tornate indietro. Riflettete. State sbagliando. Fermatevi a pensare. Studiate. Provate a mettervi nei panni degli adolescenti. Sarete ricordati solo per quello che avrete sbagliato, ricordatelo, i libri di storia e la vita fanno così. Di voi si dirà che avete sacrificato i giovani consegnandoli al Minotauro."



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